Colazione : cappuccino e caffè dolcificati al bar, 5 fette biscottate integrali in ufficio
Spezzafame : 3 clementine, 1 yogurt activia
Pranzo : cappuccio, 150 gr di tonno all’olio extravergine di oliva sgocciolato
Cena : 250 ml di latte parzialmente scremato, 5 fette biscottate integrali, caffè,dolcificante
Dopocena : 1 fetta di torta salata alla ricotta e zucchine fatta da Olga
Attività fisica : 0 km + 2.5 km
Stasera abbiamo avuto anche il dopocena, ebbene si me lo sono concesso perchè Olga ha preparato la torta salata con la pasta sfoglia, zucchine, ricotta, ed allora cosa fai non la assaggi ? Considerato che durante tutto il giorno la mia alimentazione era stata corretta mi sono concesso anche il lusso della torta salata.
Passeggiate ridotte oggi, al mattino niente perchè Olga a casa ha portato lei il cane fuori facendomi dormire 30 minuti in più mentre in serata causa la forte pioggia abbiamo dovuto accorciare il giro e sia io che Rada siamo tornati a casa zuppi fradici d’acqua.
Glicemia nei limiti, speriamo sia così anche domattina.
Colazione : 250 ml di latte parzialmente scremato, caffè, dolcificante, 5 fette biscottate integrali
Spezzafame : 1 yogurt actvia
Pranzo : 400 gr di merluzzo (peso dell’alimento surgelato), lattuga, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva.
Cena : 250 ml di latte parzialmente scremato, caffè, dolcificante, 5 fette biscottate integrali.
Attività fisica : 3 km + 2 km di passeggiata con il cane.
Glicemia a digiuno sopra gli standard, è normale se la sera prima si cena alle 22.30 e si ritorna a casa alle 1.00, di solito dopo cena faccio la passeggiata, ieri invece a letto direttamente.
Passeggiata serale più corta del solito a causa della pioggia, siamo tornati a casa dopo “soli” 2 km ed eravamo zuppi fradici d’acqua, speriamo che domani sera possa andare meglio anche se le previsioni non fanno prevedere niente di buono.
Facendo un rapido calcolo delle calorie :
Colazione : 250 ml di latte parzialmente scremato, caffè, dolcificante, 5 fette biscottate integrali
Spezzafame : 1 yogurt actvia
Pranzo : palledata di verdure cotte, 7 bastoncini di pesce, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Spezzafame del pomeriggio : 1 yogurt activia
Cena : 1 fettina di pizza con le verdure, galletto alla griglia con verdure (2 fette di melanzana e 2 di zucchina), 1 fettina di pane, 2 mozzarelline panate.
Attività fisica : 3.5 km + 3 km di passeggiata con il cane.
Doveve essere una prova di maturità ed alla fine sono soddisfatto del risultato, stasera siamo andati a cena fuori per festeggiare il compleanno di un amico ed il mio terrore era di lasciarmi andare in un disastro alimentare, ed invece così non è stato. Appuntamento alle 21.00 a ristorante e così nel pomeriggio ho aggiunto un altro spezzafame per non arrivare alla cena con i crampi allo stomaco. A parte la fettina di pizza con le verdure che ho assaggiato da Olga poi ho saputo sia rinunciare agli alcolici (ho bevuto 1/2 litro di acqua naturale) ma anche al dolce, una bellissima torta millefoglie al cioccolato offerta dal festeggiato, insomma prova di maturità doveva essere e prova di maturità è stata.
Il test dell’emoglobina glicata descrive la qualità media del controllo glicemico raggiunta nelle 8/9 settimane precedenti all’esame e rappresenta uno strumento ideale per capire cosa accade davvero nell’organismo fra una misurazione della glicemia e l’altra.
Della glicemia si sa tutto o quasi; è un test che ‘fotografa’ la quantità di glucosio presente nel sangue nell’istante in cui il test è effettuato. A seconda della condizione e della terapia, le persone con il diabete sono invitate a misurare la glicemia una o due volte al giorno, (nei casi di insulinodipendenza si arriva a 4 o 5).
Ma cosa accade nel resto della giornata o nei giorni in cui non sono richiesti test della glicemia? Il test dell’emoglobina glicata dà proprio questa risposta, e offre un valore sulla base del quale è possibile intuire quale è stato il livello di controllo medio nelle ultime 8-9 settimane. Come è possibile?
Il segreto è un fenomeno da tempo noto: la glicazione delle proteine. Come tutti sanno il glucosio è presente nel sangue. Nel sangue ci sono diverse proteine. Una di queste, l’emoglobina, è particolarmente importante in quanto trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. L’emoglobina si trova nei globuli rossi (che sono rossi proprio grazie all’emoglobina).
Il glucosio presente nel sangue penetra facilmente nei globuli rossi e così facendo può rimanere ‘impigliato’ dentro le catene di aminoacidi che costituiscono l’emoglobina, per la precisione l’emoglobina di tipo A (HbA).
La proteina quindi si ‘glica’ , si collega a una molecola di glucosio. Non tutti i milioni e milioni di proteine di emoglobina presenti nel sangue si glicano, ma la glicazione è tanto più probabile, quanto più è alto il tasso di glucosio nel sangue.
Quando il glucosio si ‘appiccica’
“L’emoglobina è un ottimo indicatore clinico”, spiega Paolo Cavallo Perin, Docente di Medicina Interna alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, “la percentuale di emoglobina che si è glicata, è infatti proporzionale alla concentrazione di glucosio registrata nel sangue in un certo arco di tempo”.
A differenza del test della glicemia, l’emoglobina glicata dà una idea di quelli che possono essere stati i livelli medi di glicemia nelle ultime ottonove settimane.
Una volta legato all’emoglobina, infatti, il glucosio rimane ‘appiccicato’ alla proteina per tutta la vita dell’emoglobina, stimata in 120 giorni. Questo significa (per chi ama i calcoli complessi) che nel campione di sangue prelevato il 50-60% dell’emoglobina si è formato nei 30 giorni precedenti l’esame, il 30-40% tra i 30 e i 60 giorni prima, mentre solo il 10-20% dell’emoglobina ha più di 60 giorni di ‘vita’. “Sulle persone con il diabete di tipo 2 l’esame è trimestrale”, nota Cavallo Perin, che dirige il Servizio di Diabetologia del Policlinico Ospedaliero San Giovanni di Torino, più noto come Le Molinette, “mentre sulle persone insulinodipendenti l’esame viene effettuato ogni sei settimane in modo da avere una copertura ‘continua’”. Per fare un esempio vicino all’esperienza di molti, poniamo che una persona abbia deciso erroneamente di ‘dimenticarsi’ del suo diabete durante le vacanze. In tutto il mese di agosto quindi, senza badare alla dieta, svilupperà una costante iperglicemia. Tornata a casa in settembre riprenderà un buon autocontrollo e registra ottime glicemie. Alla fine del mese si reca al Centro per il consueto controllo. La glicemia sarà perfetta, ma l’emoglobina glicata no. Nel campione di sangue intero analizzato si ritroveranno infatti sia le proteine di emoglobina ‘nate’ in settembre e quindi non glicate, sia quelle ‘nate’ in agosto nelle quali è rimasto imprigionato il glucosio in eccesso presente nei ‘bagordi’ di agosto. La percentuale sarà quindi un valore medio fra quello normale (6%) e quello alto (9-10%).
“Non abbiamo strumenti per capire se un valore di emoglobina glicata medio è dovuto a un autocontrollo scadente ma continuo o all’alternanza di momenti in cui il controllo e buono e altri in cui è pessimo”, ammette Cavallo Perin, autore di molti studi di base sull’argomento negli anni ‘80, “un fatto però è sicuro: singole ‘trasgressioni’ o errori sporadici nella terapia come possono accadere soprattutto agli insulinodipendenti, non bastano ad alterarla. Un risultato alto può essere spiegato solo con una lunga serie di iperglicemie o con un costante scompenso”.
Tradurre in glicemie le percentuali di ‘glicata’
“L’emoglobina glicata è un rilevatore sensibile e affidabile”, rileva Cavallo Perin, “visto che nessuna condizione patologica se si escludono rari disturbi, malattia intercorrente o concomitante e nessun evento, per quanto particolare, della vita del paziente incide significativamente sulla glicazione”.
Grandi trial come il DCCT, ma anche l’esperienza quotidiana di tutti i Centri diabetologici, confermano l’esistenza di un rapporto preciso e stabile fra la glicemia e la percentuale di emoglobina glicata. A grandi linee (ma i dati possono variare a seconda delle metodologie di analisi utilizzate) a un 6% di HbA1c corrisponde una glicemia media di 120 mg/dl; a un 8% una media di 190 mg/dl e così via in ragione.
Il team diabetologico che riscontra una emoglobina alta a fronte di glicemie buone ripassa per prima cosa con il paziente le regole dell’autocontrollo. “Più spesso si tratta di intensificare i test della glicemia coprendo momenti della giornata che prima non erano soggetti a nessun controllo”, continua il responsabile del Centro di riferimento di Diabetologia della Regione Piemonte, “il caso classico è il paziente che mostra un buon controllo a digiuno ma che sviluppa continue iperglicemie postprandiali, a volte invece l’iperglicemia si verifica durante la notte. In ogni caso l’emoglobina glicata ci permette di migliorare l’approccio terapeutico e controllare molto meglio la condizione diabetica”.
Colazione : cappuccino e caffè dolcificati al bar, 5 fette biscottate integrali in ufficio
Spezzafame : 3 clementine, 1 yogurt actvia
Pranzo : insalatona al bar, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 1 caffè ed 1 cappuccino dolcificati
Cena : 3 filetti di merluzzo, terrina di verdura, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
Attività fisica : 0 km + 3 km di passeggiata con il cane.
Al mattino niente passeggiata con il cane, ho approfittato che Olga fosse a casa per concedermi 30 minuti di sonno in più, a pranzo ho provato ad andare al bar e mangiare una insalatona, esperimento sicuramente da ripetere anche perchè almeno si prende un pò di aria fresca ed oltre alle insalate ci sono anche dei primi piatti molto invitanti.
Glicemia mattutina negli standard prefissati.
Tutti i risultati nella norma, tranne l’emoglobina glicata che indica degli sbalzi di glicemia abbastanza importanti negli ultimi 3 mesi ed il colesterolo (buono) HDL che è un pochino sotto alla soglia minima.
Per il resto sono contento per la glicemia che è normale, adesso devo “lavorare” per abbassare l’emoglobina glicata facendo attenzione ad eventuali sbalzi di glicemia.