03.14.08
Andrea Notari : i medici mi hanno abbandonato
Ostaggio di 260 Kg, nuovo appello
“I medici mi hanno abbandonato ancora”
Dopo il primo disperato appello a Tgcom, le centinaia di e-mail di solidarietà e il clamore mediatico, Andrea Notari è di nuovo solo, ostaggio dei suoi 260 Kg e prigioniero del suo letto. “Sono abbattuto, dopo le promesse e i primi interessamenti di alcuni medici di Aosta, Reggio Emilia e Padova, non si è più fatto sentire nessuno, mi hanno abbandonato”, ci ha spiegato il giornalista 43enne ormai stanco di lottare contro l’obesità .
“Non conta più il paziente, ma i soldi - accusa - certi medici sono ormai dei businessman”. Andrea da 17 anni lotta con le complicazioni di un’operazione che avrebbe dovuto risolvergli i problemi di obesità , ma fino ad oggi non ha trovato qualcuno disposto a curarlo seriamente. Per ora ha ricevuto soltanto promesse, mai mantenute. “L’ultima volta dopo l’appello sul vostro giornale si sono fatti avanti alcuni medici, ma poi quando si sono spenti i riflettori mediatici tutto è tornato a tacere - spiega - Mi hanno proposto soluzioni chirurgiche, promesso ricoveri, effettuato prospetti operatori e poi ogni volta mi sono trovato di fronte a un muro, con slittamenti improvvisi”.
Sui motivi di questo disinteresse, Andrea non sa darsi una spiegazione. “Ma queste persone non rispondono a dei superiori? - si chiede - I giorni passano e la mia situazione peggiora continuamente”. Dal Ministero della Salute non si è fatto sentire nessuno e le speranze di trovare un rimedio svaniscono di ora in ora.
Per porre fine al suo calvario Andrea è disposto a tutto, nonostante le difficoltà motorie che lo costringono a letto. “Sono disposto ad andare anche all’estero, forse è meglio - dice - In Messico l’uomo più grasso al mondo, Manuel Euribe, è seguito da un’equipe ed è assistito quotidianamente e a me, in Italia, nessuno propone macchinari, cure o aiuti”. Nel frattempo le sue condizioni fisiche e psichiche peggiorano. “Parlo con la rabbia, ma sono depresso - spiega Andrea -. Prima avevo voglia di lottare, ora non più. Quando ti danno speranze poi hai anche delle aspettative e se vengono deluse allora è la fine e si molla”.
Dopo 17 anni di lotta, tra il silenzio delle autorità sanitarie e la sofferenza, le speranze si scontrano con la dura realtà . “Sono in crisi, non credo più in niente, aiutatemi”, dice Andrea, che comunque cerca di trovare conforto nel calore della gente comune, che gli scrive e lo invita a non mollare. L’indirizzo e-mail per contattarlo e sostenerlo è sempre lo stesso ( andrea-notari@libero.it ), ma ora servono aiuti concreti. “Il mio problema è molto sentito dalla gente - dice - le persone mi sono vicine, ma ora mi serve un aiuto clinico, psicologico e fisico. Non lasciatemi morire”.
