Archive for the ‘Generale’ Category

Occhio ai 50 : 04 aprile 2017

mercoledì, aprile 5th, 2017

Ci vuole tanto per far diventare una giornata una “bella” giornata ?

Assolutamente no, se la giornata comincia salendo sulla tua bilancia ed accertare che hai perso mezzo chilo nell’ultima settimana, se ti misuri la glicemia a digiuno ed il valore che segna la macchinetta è 91.

Poi si va a Mestre, unica mia valvola di sfogo settimanale e qui la giornata migliora ancora, pranzo in un plaeatico sotto un bellissimo sole, in ottima compagnia, dove finalmente ascolti e sei ascoltato, vabbè secondo me devo ritagliarmi più momenti del genere.

Poi torni a casa e trovi i tuoi figli (per la verità Anastasia ieri sera si è addormentata prestissimo e quando sono tornato a casa già dormiva) i quali giocano con quella spada di plastica che ti avevano chiesto da due giorni, trovi la nuova macchina fotografica che finalmente è arrivata (Nikon D5300).

Tutto il resto è noia, oggi i momenti positivi sono stati maggiori di quelli negativi, anche se a rovinarci la giornata ci hanno provato, non mi importa, oggi mi godo la positività e non fa nulla che a causa dell’insonnia sono sveglio dalle 3.30

Occhio ai 50 : 01 Aprile 2017

sabato, aprile 1st, 2017

La sera arrivo talmente stanco che non trovo nemmeno le forze per mettermi dinanzi al computer per scrivere quattro righe su questo blog.

Oggi poi è stata una giornata molto particolare perchè essendo la signora al lavoro mi è toccato passare gran parte della giornata con la suocera.

Meno male che al sabato mattina di solito ho il mio solito giro all’ecocentro e che essendo una bella giornata siamo poi usciti in giardino con i bambini per farli correre e giocare.

E qui va in scena la diversa gestione del gioco dei bimbi, con il sottoscritto che quando necessario si è seduto sulla sedia a sdraio e se li è guardati mentre davano libero sfogo al loro essere bambini, e alla suocera che invece li seguiva passo passo come un ombra pronta a richiamarli qualsiasi cosa essi avessero fatto non nei suoi “canoni”, se non poi appenderli al cancello e farli dondolare avanti e indietro, vabbè io l’ho detto e lo ripeto, se per causa sua i bimbi si fanno male ricordatevi che non fumo e che vado pazzo per le arance e per le mele fuji.

A me non piace litigare e quindi ho fatto buon viso a cattivo gioco (considerate che abitiamo in una porzione di bifamiliare e che il giardino è di nostra esclusiva proprietà e che i bimbi da dove ero seduto io erano sempre a “vista”).

Ieri sera avevo promesso che sarei uscito a cena per salutare Luca che il 31 marzo ha fatto l’ultimo giorno di lavoro prima di cambiarlo e nonostante un fortissimo mal di testa sono uscito e sono andato al BEFeD di Mestre dove come specialità hanno il galletto.
Diciamo subito che dal punto di vista alimentare la serata è andata molto bene, insalata di pollo, verdura cotta, acqua minerale, niente birra e niente pane. Però dall’altra parte c’è un locale con musica a palla, talmente alta che non riuscivo a sentire il mio vicino di sedia che mi parlava, insomma morale della favola mi sono riportato il mal di testa a casa.

Ultimi 3 giorni dal punti di vista alimentare, 2 buoni, 1 così così (oggi) ma senza nessuno sgarro di rilievo, martedi mattina devo pesarmi a casa e comunicare il peso alla nutrizionista.

L’obesità costa 9 miliardi di euro all’anno

lunedì, luglio 20th, 2015

Fonte : repubblica.it

“La lunghezza della vita di un uomo è inversamente proporzionale a quella della sua cintura”. Walter Ricciardi, commissario dell’Istituto superiore di Sanità, non ha dubbi su questo punto. Sono del resto i dati a confermare che le persone obese vivono in media tra i 5 e i 10 anni in meno di chi mantiene un peso forma. E i chili di troppo non si limitano a nuocere a chi li ha. Danneggiano tutta la società. L’obesità costa agli italiani 9 miliardi l’anno. Tra spese a carico del Servizio sanitario nazionale e perdita di produttività o assenteismo, questa malattia pesa come un macigno sui nostri conti pubblici.

Ad accendere i fari sul problema è stata l’ottava edizione dell’Italian Barometer Diabetes Forum, organizzato dall’Università di Roma Tor Vergata e da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation. In questa occasione è stato presentato un rapporto sull’obesità nel nostro Paese, e la Milan Declaration, un documento promosso dalla Società Italiana dell’Obesità e dall’European Association for the Study of Obesity (Easo). Secondo gli esperti, solo in Europa, diminuire l’obesità di un punto percentuale potrebbe evitare da 1 a 3 milioni di casi di tumore, malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione. E potrebbe portare a un grande risparmio.

“Nel nostro paese ad esempio il 10% della popolazione ha questa disfunzione e il 40% è in sovrappeso, – spiega Paolo Sbraccia, presidente della Società italiana dell’obesità (Sio) – Ma le proiezioni dell’Organizzazione mondiale della sanità dicono che entro 15 anni la situazione peggiorerà e saranno in sovrappeso il 70% degli uomini italiani e il 50% delle donne, mentre l’obesità colpirà il 15% delle femmine e il 20% dei maschi”. Un dato che deve preoccupare il governo. “Un obeso costa 450-550 euro in più all’anno rispetto a una persona in linea e la spesa che incide di più è quella per i ricoveri in ospedale”, dice Antonio Nicolucci, coordinatore del Data Analysis Board di Ibdo Foundation.

Un costo importante lo hanno anche le persone in sovrappeso. Ognuna incide sul sistema sanitario per 37,4 euro in più all’anno rispetto a un altro cittadino. Ma tutte insieme, sono ben 21 milioni, costano 780 milioni di euro annui in più di chi si mantiene magro. Sovrappeso e obesità sono infatti causa di tante malattie e rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale. “Già oggi si stima che circa il 58% del diabete mellito, il 21% della malattie coronariche e quote comprese tra l’8 ed il 42% di alcune tipologie di cancro siano attribuibili alla sola obesità”, afferma il direttore generale prevenzione del Ministero della salute, Ranieri Guerra. I decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni l’anno nel mondo.

Secondo gli scienziati la colpa non è delle persone obese, ma dell’intera società che trascura il problema. Succede in Italia, ma anche in altri paesi. Negli Stati Uniti già oggi il 35% della popolazione adulta è obesa. Circa 100 milioni di persone. “Per questo l’Easo – afferma Gema Frühbeck docente dell’Università di Navarra – è determinata a fornire guida e supporto ai governi allo scopo di promuovere e sostenere azioni che riducano l’impatto del sovrappeso patologico attraverso la prevenzione e la gestione. Occorre però uno sforzo più intenso ed efficace”. In Italia, secondo Michele Carruba, ex presidente Sio, la sensibilizzazione potrebbe generare enormi risparmi in termini di sostenibilità del sistema sanitario: “Questa operazione comporterà di certo una spesa iniziale – sottolinea lo specialista – ma i risparmi previsti superano di tre volte l’investimento”.

Servono dunque strategie precise per combattere i chili in eccesso: a partire da una maggiore educazione scientifica di studenti e professionisti. Sono poi necessarie campagne di informazione pubblica. “L’obesità è un problema multidisciplinare in una società in rapida evoluzione. – concludono gli esperti di Easo – Chi si ammala è vulnerabile ai cambiamenti che avvengono nella produzione alimentare, nella preparazione dei cibi, nel marketing e negli stili di vita. Ci si deve chiedere se l’obesità in quanto tale sia una malattia o non piuttosto il sintomo di una società malata”.

Operazione “8” : le premesse

mercoledì, ottobre 1st, 2014

In vacanza non sono riuscito ad aggiornare il blog a causa della scadente connessione ad internet offerta sia dal mio provider che dalla wifi del villaggio che ci ospitava.

Ma in vacanza si va per riposare e forse è meglio così.

In ogni caso i “danni” in vacanza ci sono stati, in totale ho recuperato 2 kg anche se ho cercato di stare attento a quello che mangiavo, e meno male….

Il problema sono stati i piattoni di pasta dei primi 3 giorni, il pranzo che lasciavano i bimbi che era un peccato buttare, insomma tutto quello che c’era in giro veniva spazzolato dal sottoscritto.

Però una cosa in mente ce l’avevo già da prima delle vacanze, la strada, quella intrapresa mi deve portare ad un obiettivo ben preciso : la prima cifra del mio peso deve essere un “8”.

Come l’ultimo dei desideri di un condannato a morte mi sono messo in testa questo obiettivo ed ho preparato un progettino semplice semplice per attuarlo da qui alla prossima primavera, ho tutto il tempo di questo mondo e quindi nessuna fretta, nessuna frenesia, il tutto deve seguire la sua strada.

L’obiettivo minimo è quello di perdere 4 kg al mese, il mitico kg alla settimana, quello che ogni nutrizionista si aspetta dai suoi pazienti, quindi dopo la pesata di stamattina la prossima avverrà esattamente sabato 1 novembre 2014 ed il risultato non dovrà essere inferiore alla perdita ponderale di 4 kg altrimenti si partirebbe già con un insuccesso.

Nelle ultime settimane però c’è stata una novità, importante perchè riguarda il mio lavoro. L’azienda per la quale faccio consulenza mi ha concesso di lavorare 3 giorni su 5 a casa in telelavoro.

Se da una parte questo fa in modo che possa fare meno strada con la macchina e dormire un pochino di più al mattino di contro c’è che stando tutto il giorno a casa c’è un frigorifero e tante tentazioni a disposizione ed inoltre non ci sono più le lunghe passeggiate sia mattutine che postprandiali che facevo a Mestre.

Quindi c’è bisogno di più concentrazione.

Come detto questo nuovo “progetto” si divide in mesi, il primo mese quello di ottobre mi vedrà impegnato nel cercare di consumare meno carne e più pesce, inoltre mi devo porre l’obiettivo la sera dopo aver messo i bimbi a letto di fare almeno un ora di passeggiata, tempo atmosferico permettendo.

Si parte per questa nuova avventura, l’appuntamento è per il primo diario alimentare giornaliero di domani, per la pesata invece l’appuntamento è al primo di novembre.

Le mandorle contro le malattie cardiovascolari

giovedì, luglio 24th, 2014

Fonte : Blog del Dott. Andrea Tondini

Una recente ricerca ha dimostrato che mangiare mandorle nella dieta può ridurre il rischio di malattie cardiache, mantenendo sani i vasi sanguigni.
La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, una pianta alta circa 10 metri appartenente alla famiglia delle Rosacee. Questo albero produce drupe ovali compresse, che a maturità liberano un nocciolo oblungo, detto anch’esso comunemente mandorla. All’interno del nocciolo, racchiusi da un guscio legnoso, sono presenti uno o due semi, ricchi di olio e dal sapore dolce o amarognolo. Questi gustosi semi aumentano significativamente la quantità di antiossidanti nel sangue, riducono la pressione sanguigna e migliorano il flusso sanguigno. I risultati di questa ricerca, condotta da Helen Griffiths, professore di Scienze Biomediche e Preside della Facoltà di Scienze della Vita e della Salute presso la Aston University di Birmingham, nel Regno Unito, rappresentano un’ulteriore conferma che la dieta mediterranea, nella quale viene lasciato ampio spazio alla frutta secca in genere, rappresenta il modello alimentare più in grado di fornire benefici alla salute . I ricercatori, in particolare, hanno sperimentato gli effetti a breve termine di una dieta arricchita di mandorle su soggetti sani giovani e uomini di mezza età e su un gruppo di giovani con fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l’ipertensione o il sovrappeso . Contrariamente a un gruppo di controllo a dieta libera, quelli che avevano consumato uno snack di 50g di mandorle al giorno per un mese mostravano livelli elevati di antiossidanti (alfa-tocoferolo) nel sangue, miglioramenti del flusso sanguigno e pressione arteriosa più bassa, con una significativa riduzione del rischio potenziale di malattie cardiovascolari. Le mandorle sono note da tempo per la vasta gamma di sostanze benefiche che apportano all’organismo, come la vitamina E, i grassi polinsaturi, fibre che aumentano il senso di pienezza, e i flavonoidi con importanti proprietà antiossidanti. Il team di scienziati autori della ricerca ritiene che è probabile che i benefici complessivi per la salute siano, in questo caso, legati alla combinazione di tutti questi nutrienti, piuttosto che a solo un particolare nutriente isolato. Le mandorle possono, pertanto, essere considerate a tutti gli effetti un “Supercibo”. Aggiungendone una manciata (circa 50g) alla nostra dieta ogni giorno per un breve periodo, in sostituzione della merenda o in pasti regolari, come muesli a colazione, ad esempio, possono contribuire efficacemente a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Bacche di Goji : efficaci a combattere il diabete (?)

giovedì, luglio 3rd, 2014

Ottime anche per i diabetici

Le bacche di Goji sono un alimento sano anche per chi soffre di diabete per diversi motivi.

Innanzitutto perché possiedono un basso carico glicemico. Il carico glicemico (CG) è un valore che indica la maniera in cui un alimento influisce sul tasso glicemico del sangue. Alimenti che hanno un basso carico glicemico conducono ad un aumento ridotto del livello di zuccheri nel sangue.

In virtù del fatto che la maggior parte dei carboidrati contenuti nelle bacche di goji è costituita da un gruppo di quattro zuccheri complessi LPB unici in natura e a basso carico glicemico, le bacche di goji possono essere assunte tranquillamente anche da diabetici.

Combattere il diabete con le bacche di goji

Le bacche di goji hanno inoltre un effetto benefico per chi soffre di questo disturbo grazie alla presenza di cromo. Il cromo infatti è un elemento necessario a trasportare il glucosio dal sangue alle cellule. In tal modo il livello di zuccheri nel sangue non aumenta o viene ridotto. Un studio condotto per ora solo su animali diabetici, ha dimostrato che l’ assunzione di bacche di goji per due settimane ha avuto per effetto una riduzione del 42% del tasso glicemico.

Un altro studio condotto dal Dipartimento di Farmacia dell’Università di Sidney ha dimostrato inoltre un effetto positivo delle bacche di goji sulla retinopatia diabetica.

La retinopatia diabetica è una patologia che insorge come malattia secondaria in conseguenza di un’iperglicemia cronica ed è caratterizzata dalla morte di gruppi di cellule della retina come risultato del processo ossidativo subito in presenza di elevate quantità di zucchero nei vasi sanguigni della retina.

In base allo studio, la taurina contenuta nelle bacche di goji influirebbe in maniera positiva su dei recettori denominati PPAR-gamma che giocano un ruolo di rilievo nel diabete e nella sua inibizione riducendo quindi la portata di patologie secondarie del diabete quali appunto la retinopatia.

Diario Alimentare : 19 Novembre 2012

martedì, novembre 20th, 2012

Diario alimentare del 19 Novembre 2012, giornata, anzi mattinata quasi interamente passata in ospedale per degli esami del sangue e per una visita di Olga.
Serata del lunedi dedicata come di solito all’attività “ludica” del Subbuteo, c’è stata la tentazione del dolce, alla quale però ho resistito alla grandissima.

Colazione : 4 fette biscottate integrali, 2 cucchiaimi di marmellata senza zucchero alle ciliege Rigoni di Asiago, 200 ml latte parzialmente scremato, 1 bustina di dolcificante, 1 cucchiaino di orzo solubile.

Spuntino : 1 brioche con crema allo yogurt, 1 caffè, 1 bustina di dolcificante

Pranzo : 110 gr. mozzarella di bufala, 60 gr. soffiette di mais, 1/2 bicchiere di vino bianco (100 ml)

Cena : 150 gr. cotoletta di pollo, 250 gr. pomodoro insalata, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 tarallo napoletano

Un milione di bambini Italiani a rischio diabete

martedì, novembre 20th, 2012

Fonte : Tgcom.it

Un milione di bambini italiani sono in sovrappeso, fattore di rischio per il diabete. I pericoli aumentano se il surplus di chili arriva a farli diventare obesi, problema che colpisce 400 mila piccoli abitanti del nostro Paese.
Un trend in linea con i dati mondiali che vedono 43 milioni di bambini sotto i 5 anni di età in sovrappeso. Mentre stando all’Europa, la prevalenza di obesità è triplicata dagli anni Ottanta, con un bambino su cinque mediamente in sovrappeso.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’obesità nel Vecchio Continente è responsabile del 2-8 per cento dei costi sanitari e del 10-13 per cento dei decessi.
Chi ha problemi di peso in età infantile, rischia crescendo di andare incontro in età adulta a diabete, malattie cardiovascolari e addirittura tumori. L’allarme arriva dai pediatri, in occasione degli Stati Generali della Pediatria.
Come prevenire
Per evitare che il problema dilaghi è necessaria l’attenzione da parte dei genitori. La Società italiana di pediatria ha fornito suggerimenti utili da adottare per prevenire sovrappeso e obesità fin dai primi anni di vita del bambino.
1. Allattamento esclusivo al seno sino a sei mesi
2. No all’eccesso di proteine nei primi due anni di vita
3. Controllare l’accrescimento del lattante con visite periodiche dal pediatra tenendo presente che un’eccessiva velocità di crescita è un fattore di rischio per l’obesità in età adulta
4. Non trascurare l’importanza del sonno (sono necessarie 14-16 ore nell’arco della giornata per il lattante; 12-14 ore da 1 a 3 anni; 11-12 ore nell’infanzia e 9-10 adolescenza)
5. No alla televisione prima dei due anni, e dopo limitare il tempo passato davanti allo schermo (Tv o computer) al massimo a due ore al giorno e mai in camera da letto
6. Dai 5 anni in poi attività fisica (compreso camminare, andare a scuola a piedi) per 60 minuti al giorno.
La salute adulta si decide nell’infanzia
Evidenzia l’importanza della prevenzione Alberto G. Ugazio presidente della Sip: “L’obesità è un problema di salute pubblica. Non possiamo pensare di fermarla con provvedimenti isolati e frammentari come la tassa sulle bibite gassate e similari. Serve invece un impegno comune tra tutti coloro che si occupano di indirizzi nutrizionali e di stili di vita del bambino, un impegno che parta da quello che sta via via emergendo dalla letteratura scientifica, cioè l’origine nell’infanzia, addirittura nella gravidanza, delle patologie che si sviluppano nella vita adulta. Ecco perché diventa fondamentale la prevenzione in età prescolare, da 0 a 4 anni. Agire sulla nutrizione pre e post natale, in quel periodo sensibile della vita in cui il bambino matura la capacità di regolare il metabolismo sia a breve sia a lungo termine, è la prima e più efficace arma per prevenire non solo sovrappeso e obesità ma diabete, ipertensione, malattie cardioischemiche, allergie e osteoporosi”.
Cosa evitare
Ma cosa non fare, invece, per scongiurare il pericolo di obesità nei piccoli? A dare indicazioni in questo senso è lo studio Earnest finanziato dall’Unione europea. La ricerca è stata condotta dal 2005 al 2010 e ha visto la partecipazione di quaranta centri di ricerca sotto la guida dell’Università di Monaco.
Ecco i fattori di rischio individuati dallo studio:
1. Fumo e uso di sostanze tossiche per il feto in gravidanza
2. Limitazioni all’allattamento materno
3. Eccesso proteico ed esagerata introduzione di zuccheri nelle prime età della vita
No a maternità attempate
Ad aggiungere altri elementi da tenere in considerazione, c’è Claudio Maffeis – direttore dell’Unità di diabetologia, nutrizione clinica e obesità in età pediatrica dell’Unità locale sanitaria di Verona – che spiega: “L’allattamento materno nei primi mesi di vita riduce il rischio di obesità in età scolare dal 16 al 28 per cento. Inoltre occorre tenere presente che in gravidanza eccessi o carenze nutrizionali, condizioni metaboliche alterate (obesità, diabete, ipertensione) ed età avanzata della madre aumentano il rischio per il nascituro di avere un peso basso o elevato peso alla nascita rispetto all’età gestazionale: entrambi fattori di rischio per lo sviluppo dell’obesità nelle età successive”.

Influenza 2012 : tutto quello che c’è da sapere

domenica, novembre 18th, 2012

Anche quest’anno ritorna come tutti gli anni l’influenza di stagione, il picco che dovrebbe essere a Gennaio/Febbraio 2013 con la possibilità che si protragga fino al mese di Marzo.

I virus responsabili saranno il virus A (H1N1), che non è mutato rispetto al 2009, una variante del virus A (H3N2- Victoria) e varianti del virus B (Wisconsin) che hanno subito piccole mutazioni. I due nuovi ceppi al momento si sono già diffusi nell’emisfero australe.

I sintomi dell’influenza

La vera influenza si riconosce quando sono presenti contemporaneamente questi sintomi: febbre elevata con inizio brusco (oltre i 38°), senso di stanchezza, dolori muscolari e articolari con la sensazione di “ossa rotte”e almeno un sintomo respiratorio come tosse o naso che cola» spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano. I sintomi tipici della sindromi parainfluenzali da rinovirus, invece, sono più deboli con starnuti, mal di gola e a volte qualche linea di febbre. «Inoltre, l’influenza costringe a letto per almeno una settimana e lascia una spossatezza che dura anche nei giorni successivi. Le sindromi, invece, si risolvono nel giro di 3-4 giorni.

Anche quest’anno quindi è partita la campagna di vaccinazione non senza polemiche, io onestamente come gli anni scorsi continuerò a fare il vaccino omeopatico con il quale mi sono trovato benissimo.

La Pepsi social fa “dimagrire” (??)

mercoledì, novembre 14th, 2012

Fonte : Corriere.it

In Giappone la Pepsi Special: «Fa dimagrire»
Lanciata la nuova bibita a base di destrina. Esperti scettici

C’è chi vuole tassarle, chi addirittura proibirle, i più le sconsigliano, molti non ne possono fare a meno. Sono le bibite gassate. Inutile sottolineare ancora una volta gli effetti negativi che questi soft drink hanno sul nostro organismo: innanzitutto l’obesità. Poi l’anidride carbonica che tartassa lo stomaco, per non parlare dei dolcificanti usati nelle bevande gassate «light». Nell’era del marketing e dei claim pubblicitari i due colossi del settore, Coca-Cola e Pepsi, fanno dunque di tutto per cambiare la concezione negativa delle loro bevande. Era perciò solo questione di tempo prima che sul mercato comparisse la prima «Pepsi-antigrasso». Da dove arriva? Dal Giappone, con tanto di via libera delle autorità governative.

FIBRA SOLUBILE – Il nome è a effetto: «Pepsi Special» ed è già sulla bocca di tutti, soprattutto sul web. È in vendita da martedì, per ora solo in Giappone. La peculiarità? «Fa dimagrire». Di più: «Brucia i grassi». Possibile? Siamo a una svolta? Il segreto del successo sta tutto in un ingrediente: destrina. È una fibra solubile che riduce l’assorbimento adiposo ed aumenta il senso di sazietà. Inoltre, accelera il nostro metabolismo.
Annota il portale Popular Science che già nel 2006 uno studio scientifico – giapponese – indicava nei topi che assumevano la destrina un ridotto assorbimento dei grassi e l’abbassamento del livello di colesterolo nel sangue.
La nuova Pepsi e la bibita gassata Kirin Mets Cola hanno ricevuto l’approvazione della Japan Health Food & Nutrition Association, organismo preposto a fornire pareri sulla qualità dei prodotti alimentari in Giappone.

SCETTICI GLI ESPERTI – Le perplessità nel mondo scientifico sono però molte. In effetti, ciò che funziona sui topi non è detto possa funzionare pure sull’uomo. Ne è convinto Joan Salge Blake, esperto nutrizionista dell’Università di Boston e portavoce dell’Accademia di Nutrizione e dietetica: «Non c’è studio che dimostri che mettere destrina in una bevanda abbia come effetto la perdita di peso. Dopotutto, le bibite gassate hanno una discreta quantità di calorie». La società produttrice sostiene che l’apporto dietetico della bevanda è stato dimostrato attraverso uno studio sui dati raccolti dalle analisi del sangue dei consumatori in fase sperimentale. Queste avrebbero rivelato un basso contenuto di grassi dopo l’assunzione. La «Pepsi Special» costa l’equivalente di 1,60 euro.

LA COCA-COLA ANTIETÀ – Dall’altra parte, la Coca-Cola non sta certo a guardare: recentemente ha annunciato una collaborazione con il gruppo farmaceutico francese Sanofi per lanciare una linea di «bevande di bellezza». Sì, proprio così. Il prodotto farà parte del marchio Oenobiol Beautific e sarà venduto in Francia a un numero limitato di farmacie. La bevanda conterrà acqua minerale, succo di frutta e additivi nutrizionali e promette di «rendere più forti capelli e unghie, abbellire la pelle, far perdere peso e migliorare la vitalità». Tutto a beneficio dei consumatori e, ovviamente, dei produttori.