Attività fisica e sanità pubblica, ovvero come l’incentivazione della prima possa far risparmiare un bel po’ di quattrini alla seconda. In termini preventivi, quindi, per mantenere uno stato di salute ottimale ed evitare che alcune patologie si manifestino, ma anche per rallentarne la progressione e, in alcuni casi, per ottenere risultati migliori in abbinamento ad altre terapie. L’attività fisica, quindi, come elemento di prevenzione primaria. È uno degli spunti più interessanti del secondo congresso internazionale su “Physical Activity and Public Health”, che si è svolto di recente ad Amsterdam.
Scienziati e medici da tutto il mondo (e nessuno dall’Italia) si sono confrontati per tre giorni nella sede dell’università VU, sponsor tra gli altri la Coca Cola Company, presentando anche i dati su alcuni progetti di intervento in scuole, ospedali, uffici. Come incentivare comportamenti salutari, evitare il sedentarismo, facilitare la perdita di peso in quelli che sono già sovrappeso e obesi? Le risposte, date o tentate, sono infinite: sono stati provati reclutamenti singoli e in gruppo, per telefono, mail, con le webcam e, anche con contatti personali e piccoli gruppi all’interno dei luoghi di lavoro.
Ovviamente un obiettivo primario è stato quello di raggiungere i bambini con interventi coinvolgenti e gradevoli: è il caso del programma basato sulla danza offerto a un gruppetto di ragazzine tra 10 e 12 anni di diversi gruppi etnici e con un po’ di chili di troppo a Potchefstroom, in Sud Africa.
Ma non solo: in Scozia, per esempio, si sono indagate le abitudini di bambini e bambine a scuola, con uno studio durato cinque anni, il PASS, Physical Activity in Scottish Schoolchildren: a 11 anni il 42 per cento dei maschi e il 25 delle femmine dichiara di svolgere un’ora al giorno per 5 giorni a settimana un’attività fisica da moderata a vigorosa. La percentuale decresce con l’età e a 15 anni scende al 33 e al 16 per cento. Motivo? Troppi compiti, poco tempo libero, accesso difficile, tempo cattivo che non consente di stare all’aria aperta. Ma non solo: l’attività fisica aiuta anche i bambini con difficoltà cognitive e, secondo i dati di Kenneth Fox, dell’università di Bristol, riduce anche del 30 per cento il rischio di ammalarsi di alcune patologie mentali senili, come l’Alzheimer o la demenza, con effetti positivi paragonabili alla psicoterapia. Molto positivo l’effetto del movimento anche sugli attacchi di panico e i disordini psicotici.
Ed è provocatoria, ma neanche troppo, la teoria di Steven Blair (del dipartimento di Scienza ed Epidemiologia dell’università di South Carolina, USA): se sei normopeso ma non ti muovi e hai uno stile di vita sedentario corri un rischio cinque volte maggiore di sviluppare malattie croniche rispetto ad un obeso che fa attività fisica, seppure moderata.
“I benefici dell’attività fisica, che dovrebbe essere considerata una vera e propria terapia, valgono per tutti”, conclude Blair, “ben al di là di un calcolo basato solo ed esclusivamente sul peso”.
CHI da sempre ha qualche chilo di troppo e non riesce a perderlo può mettersi l’animo in pace: le cellule adipose sono immortali. O meglio: muoiono, ma subito vengono rimpiazzate da altre dello stesso tipo. Una ricerca svedese pubblicata su Nature afferma, infatti, che il numero degli adipociti, ovvero le cellule di grasso, rimane costante nell’organismo di un adulto per tutta la vita.
Le cellule che muoiono vengono subito rimpiazzate. Secondo Kirsty Spalding, del Karolinska Institute di Stoccolma, che ha studiato campioni di grasso prelevati attraverso la liposuzione sia da persone grasse che magre, il numero degli adipociti rimarrebbe lo stesso anche in adulti che sono diventati magri dopo aver perso parecchi chili. Un risultato che lei e i suoi colleghi spiegano con il fatto che il livello di obesità è stabilito sia dalla combinazione tra il numero delle cellule di grasso e la loro grandezza, sia dallo stato degli adipociti, che nel corso della vita subiscono delle modificazioni a seconda della quantità di grasso assunta con il cibo.
“Questa scoperta - spiega Claudio Taboga, medico specialista di Endocrinologia presso il dipartimento di Nutrizione clinica dell’Ospedale di Udine - accorcia le distanze tra l’obesità cosiddetta ipertrofica, cioè dovuta all’aumento del volume cellulare, e quella iperplastica, cioè dovuta all’aumento del loro numero. Secondo questa ricerca, il substrato anatomico resterebbe invariato ed è questo il motivo per cui per certe persone è così difficile dimagrire. Ogni cellula occupa uno spazio ben preciso e quando ci sono problemi di numero è difficile ottenere perdite di peso significative, ma con un trattamento ad personam ci sono possibilità di miglioramento. Non dimentichiamo - conclude - che l’obesità non è mai una condizione unitaria, la tipizzazione del paziente è fondamentale”.
Secondo il professor Mauro Magnani, ordinario di Biochimica e direttore del Centro per le Biotecnologie dell’Università di Urbino, “bisogna lavorare a livello biochimico sull’accumulo di lipidi nelle cellule e sui meccanismi che regolano il loro metabolismo. Purtroppo dell’obesità precoce non si sa quasi nulla, ma questa scoperta potrà forse aiutare la scienza anche in questo senso”.Sebbene il numero degli adipociti rimanga costante durante tutta l’età adulta, ci troviamo di fronte, spiega la professoressa Spalding, ad un processo dinamico di morte e rinascita, in cui cellule grasse “vive” rimpiazzano quelle “morte” con un tasso del 10 per cento circa l’anno. Il numero di tali cellule nel nostro corpo resterebbe quindi sempre identico, anno dopo anno, dall’adolescenza all’età adulta. Una scoperta che fa pensare che la differenza del numero di cellule di grasso tra le persone obese e magre si stabilisca durante l’infanzia e rimanga tale per tutta la vita. Sfiancanti ore di palestra, diete dimagranti, pasti saltati e creme brucia-grassi: sarebbe perciò tutto inutile, o quasi.
La ricerca suggerisce però domande interessanti: cosa determina il numero di cellule grasse nel corpo di una persona? Quando esattamente si stabilizza questo numero? C’è un modo per intervenire e ridurre questa quantità ? E si potrebbe tentare di far morire queste cellule prima che altre rinascano? La comunità scientifica americana si è subito dimostrata entusiasta della scoperta, cogliendone tutte le potenzialità . “Questa notizia apre la strada a un nuovo modo di guardare all’obesità - sintetizza Lester Salans, della scuola di medicina Mount Sinai di New York, mentre secondo Jeffrey S. Flier, ricercatore della Harvard Medical School, dietro di essa c’è “tutto un sistema che aspetta solo di essere esplorato”.
La scoperta è stata fatta studiando i livelli degli isotopi radioattivi trovati all’interno delle cellule di grasso di persone che hanno vissuto durante il breve periodo della “Guerra Fredda”, quando, tra il 1955 e il 1963, sono stati fatti diversi esperimenti nucleari. La prova che gli adipociti morti verrebbero sostituiti con altri nuovi è stata fornita dall’analisi dei tessuti di persone le cui cellule grasse si erano rinnovate prima di quel periodo. Queste persone avevano assorbito radioattività solo successivamente, dimostrando come le cellule fossero state ricostituite.
Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità . L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.
Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità , al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.
Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.
Le ultime boiate sparate a Matrix dai 2 candidati premier dei maggiori partiti, belle quella dell’abolizione del bollo auto, questi veramente pensano che gli Italiani sono tutti idioti.
Berlusconi-Veltroni:l’ultimo duello
A Matrix la chiusura della campagna
L’ultimo giorno di campagna elettorale per le politiche di domenica e lunedì si chiude con il duello televisivo, seppure non in contemporanea, tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, ospiti di Enrico Mentana a Matrix su Canale 5.
Ecco alcuni passaggi degli interventi dei candidati premier del Partito democratico e del Popolo delle Libertà . L’ordine di apparazione è stato deciso da un sorteggio pubblico.
WALTER VELTRONI
Partita è ancora aperta
“Siccome sono una persona serie non riferisco dati ma posso dire che la partita è più che aperta. Abbiamo fatto una straordinaria rimonta. Certo - dice Veltroni - se avessi il 7% in più avrei avuto meno preoccupazione, ma la vita è anche la bellezza del rischio”
Italiani grulli? Intollerabile
”Credo sia intollerabile l’idea che un uomo politico dica che sia grullo, ed è l’ultima versione, o peggio, secondo la versione precedente, chi vota l’altra parte”. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni a proposito della frase di ieri di Silvio Berlusconi, ma senza citare il leader del Pdl. ”Io - ha aggiunto - rispetto chi non vota per me”.
Mangano eroe? Lo sono Falcone e Borsellino
”Non si può dire che una persona condannata tre volte all’ergastolo è un eroe. Quale messaggio inviamo ai nostri figli, ai nostri ragazzi? E’ un messaggio devastante”. lo ha affermato Walter Veltroni a Matrix a proposito del caso-Mangano. Per il candidato premier del Pd ”gli eroi erano invece quelli che come Falcone e Borsellino contrastarono i poteri criminali”.
Chi governa deve rispettare le istituzioni “L’Italia non si può più permettere una stagione continua di tensioni istituzionali”. Criticando ”gli attacchi di Silvio Berlusconi al Quirinale, poi smentiti”, Veltroni ricorda che ”chi governa deve rispettare le istituzioni e rispondere a tutti gli italiani”.
Nuovo modello di concertazione
”E’ necessario cambiare modello di concertazione, non solo industria e sindacato ma allargare il confronto a un mondo piu’ vasto fatto tra l’altro da piccoli imprenditori, commercianti e artigiani”. Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni, secondo cui bisogna passare dalla ”concertazione per risanare il debito a una concertazione per lo sviluppo”.
Mio governo di 12 persone
”Sarà un governo di 12 ministri, 60 persone, la più alta percentuale di donne nella storia della repubblica italiana”. Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni, ospite di Matrix, parlando del suo eventuale governo. ”Ho offerto questa possibilitò ad Anna Maria Artoni - prosegue - e non è vero che mi ha detto di no ma che sta riflettendo tenuto conto che ha un incarico di prestigio nella sua organizzazione. Lei sarebbe una donna molto capace e culturalmente super partes. Sarà comunque - conclude Veltroni - un governo di molte persone, diverse tra loro, anche con storie esterne all’esperienza dei partiti politici”. SILVIO BERLUSCONI
Sconcertato dalle bugie di Veltroni
”Ho preso appunti. Sono sconcertato per quanto dichiarato da Walter Veltroni e dopo 43 bugie non posso esimermi di commentare”. Lo dice il leader del Pdl Silvio Berlusconi ospite di Matrix, intervenendo subito dopo il leader del Pd.
Veltroni, buonista di facciata
Il ”buonismo” di Walter Veltroni è solo di ”facciata” come dimostra il fatto che nel corso di tutta la campagna elettorale non ha avuto mai ”il rispetto” di chiamarmi per nome e mi hanno mosso accuse ”insolenti e ridicole”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ospite di Matrix.
Io primo interessato a diminuzione tasse
”Il mio gruppo paga 2 miliardi di vecchie lire al giorno di tasse: se c’è qualcuno che ha interesse a pagare meno di tasse, quello sono io”, lo afferma Silvio Berlusconi che a Matrix sottolinea come la ricetta reganiana di taglio delle imposte garantisca maggiore entrate per l’erario. ”Il principio è aliquota giusta, contribuente onesto. Per questo è necessario abbassare le aliquote. La sinistra è stata invece campione di spesa improduttiva. Ora io propongo - conclude - pene certe per gli evasori e per verificare penso a controlli sugli standard di vita delle persone”.
Casini premier? Se ne sentono di tutti i colori
I piccoli partiti del centrodestra, l’Udc di Pier Ferdinando Casini e La Destra di Daniela Santanchè, sono una vera spina nel fianco. Non lo dice ma lo mima il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi, quando Enrico Mentana, a Matrix, gli cita Casini e la Santanchè. Poi il giornalista gli chiede del fatto che il leader centrista si è detto pronto a guidare il Paese in caso di pareggio. Berlusconi sorride, sta zitto qualche secondo e poi allarga le braccia: ”Se ne sentono di tutti colori…”.
Ormai si avvicinano le elezioni e come sempre i politici o gli aspiranti tali si ricordano di te, si ricordano del tuo indirizzo e non fanno mai mancare nella tua cassetta delle lettere i loro bei faccioni sorridenti pieni di promesse elettorali, peccato poi che quando poi saranno eletti e sarai tu ad aver bisogno di loro si renderanno improvvisamente irreperibili.
Il più costante nell’intasare la cassetta delle lettere è un signore della Lega Nord che non conosco e che non avrà mai il mio voto, peccato sprecare così tanta carta, speriamo almeno che il suo volantino sia stampato su carta riciclata.
Ho fatto un censimento dei partiti che mi hanno “disturbato” con l’invio dei loro volantini e delle lettere, ce ne sono un paio che non lo hanno fatto ed è ad uno di questi che sarà indirizzato il mio voto alle prossime politiche.
Veniamo al diario alimentare, oggi per la prima volta ho preso il secondo caldo in mensa, 2 fettine di tacchino al forno, entrambe non pesavano nemmeno 100 gr., il tutto contornato da una bella insalata di lattuga e carote, diciamo che per fortuna mi ero portato dietro delle clementine perchè intorno alle 15.30 aveo una specie di buco nello stomaco.
Il lavoro va bene, ormai penso di essermi ambientato bene e le giornate “volano” anche perchè sono sempre abbastanza impegnato, i colleghi sono cordiali e gentili e non fanno mai mancare il loro supporto e le loro spiegazioni, speriamo di continuare così. Oggi al ritorno ci ho messo quasi 90 minuti ad arrivare a casa, ad un certo punto la statale era bloccata ed abbiamo dovuto fare una deviazione, quasi quasi mi perdevo in mezzo ai campi, meno male che avevo con me il navigatore che mi ha riportato sulla “retta” via.
Diaro alimentare del 06 aprile 2008
Colazione : fettina di casatiello
Pranzo : pesce spada, verza cotta, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 1 bicchiere di vino.
Cena : ricottina, funghi, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Diario alimentare del 07 aprile 2008
Colazione : camomilla dolcificata
Pranzo : tacchino al forno, insalata di lattuga e carote, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
Cena : 250 gr. di surimi, carciofi, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 3 crostini integrali
Una lezione di storia da parte di un manager Telecom che percepisce uno stipendio annuale da favola, si paragona a Napoleone che secondo lui a Waterloo fece una “epica” impresa.
Io non so come certe persone possano ricoprire il posto che occupano, ma un cv del signore è possibile visionarlo ?
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della cittÃ
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
Troppo pesante per trovare un letto in ospedale ed essere operato. Così un 40enne, 195 chili per un metro e 90 di altezza, è stato respinto dall’ospedale di San Donà di Piave. L’uomo doveva essere operato per un problema respiratorio. Ma il giorno prima è stato convocato e si è sentito dire: “Spiacenti, ma non abbiamo un letto adatto a lei”. Il 40enne ha sporto denuncia. Pronte le scuse della Asl: “Episodio increscioso, provvederemo”.
E con ancor più inquietudine Adami, il cui setto nasale deviato gli procura problemi respiratori, si domanda: ”E se io o un altro della mia stazza avessimo bisogno di cure ’salvavita’, cosa succederebbe?”. ”Il caso del mio assistito è stato denunciato all’Asl e il direttore ha chiesto un incontro che avremo fra una settimana - spiega l’avvocato Stefano Bruno Ferraro - Questo è molto positivo, ma ad oggi nessuna spiegazione scritta è giunta sui motivi che impedirebbero l’operazione”.
Sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dall’uomo, Paolo Stocco precisa: ”Se ritiene di aver subito un torto, non ho alcuna difficoltà a scusarmi preliminarmente a nome dell’azienda. Lo farò personalmente con ancora più forza se sarà appurato che ha effettivamente subito un danno”.
Dopo il primo disperato appello a Tgcom, le centinaia di e-mail di solidarietà e il clamore mediatico, Andrea Notari è di nuovo solo, ostaggio dei suoi 260 Kg e prigioniero del suo letto. “Sono abbattuto, dopo le promesse e i primi interessamenti di alcuni medici di Aosta, Reggio Emilia e Padova, non si è più fatto sentire nessuno, mi hanno abbandonato”, ci ha spiegato il giornalista 43enne ormai stanco di lottare contro l’obesità .
“Non conta più il paziente, ma i soldi - accusa - certi medici sono ormai dei businessman”. Andrea da 17 anni lotta con le complicazioni di un’operazione che avrebbe dovuto risolvergli i problemi di obesità , ma fino ad oggi non ha trovato qualcuno disposto a curarlo seriamente. Per ora ha ricevuto soltanto promesse, mai mantenute. “L’ultima volta dopo l’appello sul vostro giornale si sono fatti avanti alcuni medici, ma poi quando si sono spenti i riflettori mediatici tutto è tornato a tacere - spiega - Mi hanno proposto soluzioni chirurgiche, promesso ricoveri, effettuato prospetti operatori e poi ogni volta mi sono trovato di fronte a un muro, con slittamenti improvvisi”.
Sui motivi di questo disinteresse, Andrea non sa darsi una spiegazione. “Ma queste persone non rispondono a dei superiori? - si chiede - I giorni passano e la mia situazione peggiora continuamente”. Dal Ministero della Salute non si è fatto sentire nessuno e le speranze di trovare un rimedio svaniscono di ora in ora.
Per porre fine al suo calvario Andrea è disposto a tutto, nonostante le difficoltà motorie che lo costringono a letto. “Sono disposto ad andare anche all’estero, forse è meglio - dice - In Messico l’uomo più grasso al mondo, Manuel Euribe, è seguito da un’equipe ed è assistito quotidianamente e a me, in Italia, nessuno propone macchinari, cure o aiuti”. Nel frattempo le sue condizioni fisiche e psichiche peggiorano. “Parlo con la rabbia, ma sono depresso - spiega Andrea -. Prima avevo voglia di lottare, ora non più. Quando ti danno speranze poi hai anche delle aspettative e se vengono deluse allora è la fine e si molla”.
Dopo 17 anni di lotta, tra il silenzio delle autorità sanitarie e la sofferenza, le speranze si scontrano con la dura realtà . “Sono in crisi, non credo più in niente, aiutatemi”, dice Andrea, che comunque cerca di trovare conforto nel calore della gente comune, che gli scrive e lo invita a non mollare. L’indirizzo e-mail per contattarlo e sostenerlo è sempre lo stesso ( andrea-notari@libero.it ), ma ora servono aiuti concreti. “Il mio problema è molto sentito dalla gente - dice - le persone mi sono vicine, ma ora mi serve un aiuto clinico, psicologico e fisico. Non lasciatemi morire”.