Archive for the ‘Generale’ Category

Regina della cucina ipercalorica nasconde di avere il diabete

mercoledì, febbraio 8th, 2012

Fonte

MILANO – Ha nascosto per tre anni di avere il diabete e in tv ha continuato a promuovere ricette grasse e poco salutari. Un’autentica bufera si è scatenata contro Paula Deen, celebre presentatrice di programmi culinari, conosciuta negli Usa come «la regina della cucina del sud». La sessantacinquenne ha confessato lo scorso 17 gennaio al network NBC di avere la glicemia alta e di curarsi da diverso tempo con il farmaco antidiabetico Victoza. Tuttavia i suoi fan hanno vissuto la notizia del suo prolungato silenzio come una sorta di tradimento, mentre i suoi avversari ai fornelli l’hanno dipinta come “«a persona più pericolosa d’America».

PIATTI GRASSI – Famosa per i suoi piatti ricchi di burro, di zucchero e spesso fritti, autrice di una decina di libri di ricette che promuovono una cucina ipercalorica, proprietaria di un noto ristorante a Savannah, in Georgia, da decenni la sessantacinquenne è un personaggio che divide l’opinione pubblica americana. In un paese dove vivono 26 milioni di diabetici e nel quale solo nel 2007 sono morti per la medesima malattia ben 71.000 persone, la confessione di “The Lady” è stata molto criticata. Anthony Bourdain, celebre chef newyorkese e acerrimo rivale televisivo della Deen ha comparato la presentatrice a un «pompiere che ha il vizio della piromania» e ha definito il suo comportamento disonesto perché le sue ricette sono poco raccomandabili in una società dove ormai l’obesità è diventata una vera e propria epidemia. Dello stesso avviso la dietologa Melissa Brady che taglia corto: «E’ incredibile pensare che una donna della sua statura si comporti in modo così irresponsabile».

LA DELUSIONE DEI FAN – Anche tanti utenti di Facebook l’hanno attaccata senza mezze misure. C’è chi l’accusa di essere «una bugiarda» e di aver celato la sua malattia solo per continuare a portare avanti le sue attività lucrative: «Lo sapevi da tre anni e hai continuato a incoraggiare le persone a mangiare cibi grassi – scrive adirato un suo ex fan sulla pagina del social network della presentatrice televisiva – Hai fatto finta che non fosse successo niente». Tuttavia non mancano coloro che continuano a difenderla: «Attenzione – scrive un altro utente – Paula non ha alcuna responsabilità. Non è stata lei a obbligarvi a mangiare i cibi grassi che tanto vi piacciono».

NUOVA IMMAGINE – Da parte sua la regina dei fornelli ha già trovato un nuovo modo per riciclare la sua immagine, lanciando un sito web che propone piatti per diabetici. Inoltre ha firmato un lucroso contratto con la società farmaceutica danese Novo Nordisk e presta il proprio volto alla pubblicità della medicina antidiabetica Victoza. A chi l’accusa di essere un’ipocrita, l’ex star della cucina grassa, che da diversi giorni interpreta il ruolo della diabetica che vuole aiutare le persone che soffrono della sua stessa malattia, risponde piccata: «Non mi lascerò scoraggiare da nessuno. Ho una missione da compiere. Sono qui per far sapere al mondo intero che avere il diabete non è una condanna a morte».

15 minuti al giorno di sport allungano la vita

martedì, agosto 16th, 2011

Fonte : Ansa.it

Basta poco sforzo per vivere in salute: 15 minuti di attivita’ fisica al giorno, anche una breve passeggiata o un mini corso di acquagym per vincere l’afa estiva, allungano la vita media di un individuo di tre anni riducendo il rischio di morte per tutte le cause del 14%. Ma prima di iniziare l’esercizio il ‘must’ e’: spegnere la TV, guardarla per una media di sei ore al giorno accorcia la vita di 5 anni.

Sono i risultati di due studi pubblicati su riviste di fama internazionale. Il primo, condotto da Chi-Pang Wen dell’Universita’ ospedaliera cinese e Jackson Pui Man Wai della National Taiwan Sport University, mostra che pochissima attivita’ fisica fa la differenza in termini di aspettativa di vita. Il secondo, di Lennert Veerman della University of Queensland di Australia, mostra invece che per ogni ora di TV si vive 22 minuti in meno per cui una media di sei ore di televisione al giorno per molti anni toglie cinque anni di vita. Gli studi sono pubblicati rispettivamente sulla rivista Lancet e sul British Journal of Sports Medicine.

Chiude il miglior ristorante al mondo

lunedì, agosto 1st, 2011

Fonte : Ansa.it

Considerato un genio e un innovatore da alcuni, pretenzioso ed elitario da altri, lo chef catalano Ferran Adria ha deciso di chiudere, dopo 20 anni, il suo celebre ristorante sulla Costa Brava, ritenuto da influenti riviste il migliore del mondo. Una notizia che con ogni probabilità ha gettato nello sconforto la comunità internazionale dei gourmet. Da sabato prossimo non sarà più possibile infatti tentare di prenotare un posto a ‘El Bulli’ per assaggiare le specialità della cosiddetta cucina ‘molecolare’ o ‘destrutturata’, che piega gli alimenti alle leggi della chimica e della fisica con la volontà di stupire, più che di nutrire: un’avanguardia gastronomica fatta di piatti come la schiuma di patate, il gelato al parmigiano, i petali di rosa marinati ai carciofi, il caffé solido. Ricette che hanno reso Adria famoso nel mondo, tanto da essere ribattezzato il ‘Salvador Dali’ della cucinà, anche se non sono mancate le critiche, soprattutto per l’uso di additivi e aromi di laboratorio.

‘El Bulli’, con i suoi appena 50 posti a sedere, riceveva milioni di richieste di prenotazione, tanto che i coperti, per un totale di 8.000 pasti serviti all’anno, dovevano essere assegnati a sorte. Numeri che non hanno impedito al locale di registrare perdite da mezzo milione di euro all’anno, come lo stesso Adria aveva rivelato. Per cercare di risistemare i conti, lo chef si era dato alle conferenze, aveva commercializzato una serie di prodotti con il marchio del ristorante, come libri e accessori da cucina, e prestato il suo nome a oli d’oliva e gamme di coltelli.

Ora è arrivata la decisione di chiudere i battenti di ‘El Bulli’, premiato con le tre stelle Michelin e classificato come il migliore ristorante del mondo dal magazine britannico Restaurant per cinque volte, nel 2002 e dal 2006 al 2009. “Non esiste il migliore ristorante al mondo – diceva Adria appena la settimana scorsa -, ma senz’altro il mio è il luogo più influente per la cucina, soprattutto per quanto riguarda la creatività”. Il nome ‘El Bulli’, ha annunciato lo chef, riapparirà nel 2014 con una fondazione a vocazione ecologica, dedicata alla ricerca culinaria. Distribuirà anche borse di studio, per diffondere il verbo di Adria tra i giovani chef.

Software del blog aggiornato

venerdì, luglio 29th, 2011

Siamo passati da adesso alla versione 3.2.1 di WordPress in Italiano.

Francia : ritirato medicinale killer

giovedì, ottobre 14th, 2010

Fonte : tgcom.it

Francia, ritirato farmaco killer
Sarebbe responsabile di mille morti

Un medicinale per la cura del diabete, utilizzato poi anche per i pazienti obesi che volevano perdere peso, è stato ritirato dal mercato in Francia. Secondo uno studio del Servizio sanitario nazionale (Cnam), il prodotto sarebbe infatti responsabile di circa un migliaio di decessi. Il Mediator, questo il nome del farmaco, era in commercio dal 1976 e fa parte della famiglia delle fenfluramine con un effetto “taglia fame”.

Le fenfluramine erano già finite nell’occhio del ciclone degli Stati Uniti, dove sono state ritenute la causa di problemi alle valvole cardiache e di ipertensione arteriosa polmonare e sono state definitivamente vietate. Il divieto è stato esteso anche in Europa, ma il Mediator era sfuggito all’embargo presentandosi come un ‘isomeride’ (una terapia complementare alla dieta nei pazienti obesi).

Secondo le indagini del Cnam, pubblicate dal quotidiano francese “Le Figaro”, su un milione di diabetici il rischio di problemi alle valvole cardiache è moltiplicato di circa quattro volte per i pazienti esposti al Mediator. Inoltre uno studio universitario stima tra i 500 e i 1000 il numero di decessi che hanno una relazione diretta con il medicinale prodotto dai laboratori francesi Servier.

Allarme obesità per i bambini

mercoledì, ottobre 13th, 2010

Fonte : ansa.it

Allarme bilancia, oversize 50% bambini
Obesità infantile cresce a ritmi vertiginosi, i Paesi in via di sviluppo i più colpiti
ROMA – L’obesità infantile sta diventando una sorta di “epidemia” che a livello globale cresce a ritmi vertiginosi, +50% negli ultimi vent’anni (dal 4% del 1990 al 6% del 2010), soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Ma anche l’Italia, complici stili di vita tutt’altro che salutari, caratterizzati da poco sport e molta tv, si trova costretta ad affrontare l’emergenza obesità, se è vero che in base agli ultimi dati che arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità più di 1 bambino su 5 tra gli 8 e i 9 anni è obeso (21%) e quasi 1 su 2 è in sovrappeso (45,6%), con una percentuale più elevata nei bambini (48,8%) che nelle bambine (42,2%).

Dati allarmanti, che sono stati presentati questa mattina da Francesco Branca, Regional Adviser in Nutrition per la Regione Europea dell’Oms, nel corso del Convegno di presentazione dei risultati del progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con i Miur, l’Inran, le Regioni e le aziende sanitarie.

“Gli ultimi dati disponibili di uno studio multicentrico proposto dall’Oms ed eseguito in maniera omogenea da 13 paesi europei, in prevalenza del Nord – precisa Branca – ci dicono che in Italia c’é ancora molto da fare e che il Paese si trova in una situazione simile a Paesi come Grecia e Malta, che rappresentano gli estremi in negativo per quanto riguarda l’obesità in Europa”. D’altronde basterebbe leggere i risultati dell’indagine che il ministero della Salute ha commissionato all’Iss per capire che il problema obesità è strettamente legato alle cattive abitudini alimentari e agli scorretti stili di vita dei nostri ragazzi. Secondo l’indagine, infatti, il 9% dei bambini italiani tra gli 8 e i 9 anni non fa colazione e ben il 30% non la fa adeguata. Inoltre 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura, mentre il 50% consuma bevande gassate o zuccherate nell’arco di una giornata. E brutte notizie arrivano anche sul versante dell’attività fisica.

Mentre 1 bambino su 2 ha l’adorata televisione in camera, solo il 20% dei bambini pratica sport più di una volta la settimana. Senza contare che circa il 70% dei bambini non ha l’abitudine di andare a scuola a piedi e solo 1 su 4 (26,8%) gioca più di 2 ore al giorno all’aria aperta nei giorni feriali.

“In Italia si fanno già tante iniziative ma non si fa ancora abbastanza. Servono interventi non solo a livello locale ma a livello nazionale e in più settori, perché non è sufficiente intervenire sulla scuola o sull’educazione” per risolvere il problema, spiega l’esperto dell’Oms, che prova ad indicare una serie di prorità: “intanto intervenire sulla disponibilità e sull’offerta di alimenti e anche sui prezzi, visto che i gruppi più colpiti sono quelli più vulnerabili a livello socio-economico. E poi – conclude Branca – credo che ci sia bisogno di intervenire anche sull’offerta e la pubblicità di alimenti rivolti ai bambini e, infine, sulla qualità dell’offerta della ristorazione privata, considerato che la maggior parte degli italiani mangiano spesso fuori casa”.

New York : stop alle bibite gassate

domenica, ottobre 10th, 2010

Fonte : Il fatto quotidiano

Bloomberg, a New York stop a bibite gassate e zuccherine con i buoni dello Stato

L’iniziativa nasce dalla volontà di limitare obesità e altre patologie legate all’alimentazione. Ma la proposta ha creato un vespaio di polemiche

Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, è di nuovo in mezzo alle polemiche. Dopo l’appoggio alla Moschea e al divieto di fumo nelle piazze e nei parchi della città, è di nuovo bersaglio di pesanti commenti per la sua richiesta di vietare l’acquisto di bevande gassate e ad alto contenuto di zuccheri con i “food stamps”.

I food stamps sono dei buoni pasto che consentono l’acquisto di una serie di prodotti alimentari ai single e alle famiglie a basso reddito. Nella sola New York, sono 1 milione e 700 mila i cittadini che usufruiscono del “Supplemental Nutrition Assistance Program”. Una cifra in crescita, come nel resto del paese, dove la percentuale è aumentata del 18% dallo scorso anno. La richiesta di Bloomberg non esprime certo la volontà di dichiarare guerra alla Coca Cola, che negli USA costa spesso meno dell’acqua, ma nasce dal tentativo di limitare i problemi connessi all’obesità, molto diffusa fra i bambini. Anche il governatore David Paterson ha sostenuto la richiesta del sindaco, sottolineando che “l’acquisto di soft drink può portare ad una sorta di epidemia pubblica”. I numeri sembrano dare ragione al sindaco. Ad esempio nelle scuole pubbliche, la percentuale di bambini in sovrappeso è di oltre il 40%.

Ciò nonostante la proposta di Bloomberg ha suscitato un gran vespaio di polemiche che hanno addirittura fatto tirare in ballo (come sempre) il Primo Emendamento sulla della libertà individuale. Tanto che Joel Berg, direttore della New York City Coalition against Hunger, ha detto che la possibilità di una decisione del genere sarebbe contro la legge. Assolutamente contrari i rappresentanti delle industrie di bevande alcoliche. Secondo loro né il sindaco né il governatore hanno l’autorità per proibire o favorire questo o quel prodotto. Soprattutto perché la decisione andrebbe a colpire la popolazione più povera.

Al contrario l’obiettivo di Bloomberg è di spingere i più poveri a fare un consumo più ampio di frutta, verdura e prodotti meno dannosi per la salute. La verità è che i cittadini più abbienti, pur bevendo qualche bevanda gassata, seguono essenzialmente una buona dieta. Usano prodotti biologici e fanno sport riducendo cosi’ i rischi di sviluppare gravi patologie. Se a ciò si aggiunge che gli indigenti hanno anche difficoltà di accesso alle cure mediche, si comprende come la proposta di Bloomberg non sia cosi insopportabile come può sembrare.

Morta la donna più grassa d’Inghilterra

lunedì, luglio 26th, 2010

Fonte

MILANO – Con i suoi 285 chili e oltre era la donna più grassa del Regno Unito. È morta in ospedale, dopo essersi abbuffata di nascosto. La 40enne Sharon Mevsimler era ricoverata a Chelmsford, nell’Essex, e, stando a quanto riporta il Sun, era stata sottoposta a una dieta ferrea. La donna però è riuscita a mangiare pollo fritto e «fish and chips» che i familiari avevano introdotto di nascosto nella sua stanza.

«NON HA FATTO NIENTE PER AIUTARSI» – Sharon aveva infatti implorato i parenti perché le portassero da mangiare in ospedale e alcuni testimoni hanno confermato che i congiunti erano riusciti ad esaudire il desiderio della donna. Formalmente sarebbe stata stroncata da un arresto cardiaco, ma come ha riferito un medico al Sun «si è autodistrutta mangiando fino alla morte». Al momento del decesso, Sharon era talmente pesante che un carrello è crollato mentre il suo corpo veniva trasferito in camera mortuaria. «Non ha mai smesso di mangiare» ha constatato una fonte dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico. «Aveva un problema alla radice con il cibo, ma non ha fatto niente per aiutarsi. E chi l’ha visitata in ospedale non le ha fatto un favore», ha aggiunto la fonte.

QUALCHE TEMPO FA LO SFOGO IN TV – Madre di quattro figli, la Mevsimler aveva un peso nella norma quando si è sposata. Era diventata obesa dopo una grave depressione post-partum. Tempo fa, la donna denunciò la mancanza di attenzione da parte del sistema sanitario pubblico, che pare le avesse negato un’operazione di bypass gastrico. «Mi lasciano morire – disse la donna in una intervista televisiva -, mentre se fossi stata anoressica avrei ricevuto le cure adeguate. Nessuno ha simpatia per le persone obese». Il marito della Mevsimler, Bulent, aveva lasciato il lavoro per dedicarsi 24 ore su 24 alla moglie.

La prima regola per un obeso è quella di volersi aiutare, di essere convinti del fatto che l’obesità è una malattia e come tale va curata e trattata. Certo i parenti della donna non hanno fatto niente per aiutarla, addirittura portarle cibi spazzatura in ospedale mentre era ricoverata a dieta ferrea è stato come darle l’ultimo spintone verso la fossa.

20 giugno 2010 : diario alimentare

domenica, giugno 20th, 2010

Glicemia a digiuno : 96

Colazione : latte parzialmente scremato, 5 fette biscottate integrali, dolcificante

Spezzafame : 2×125 gr yogurt vitasnella alla ciliegia

Pranzo : insalatona di lattuga, carote, cetrioli ed una spruzzatina di mais, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 1,1/2 bicchiere di vino rosso (Chianti), 1 pacchetto di crackers integrali misura.

Cena : zucchine in padella, surimi, 1 pacchetto di crackers integrali misura.

Cercasi disperatamente l’estate, siamo usciti a fare una passeggiata oggi ed abbiamo preso tanto di quell’acqua che non riesco nemmeno a dare l’idea.

11 giugno 2010 : diario alimentare

venerdì, giugno 11th, 2010

Glicemia a digiuno : 113

Colazione (bar) : caffè e latte macchiato dolcificato

Colazione (ufficio) : 2×125 gr yogurt vitasnella

Pranzo : Insalatona al bar, 1/2 bicchiere di vino, 2 pacchetti di crackers

Spezzafame pomeridiano : 2×125 gr yogurt alla frutta

Cena (compleanno di Olga) : tagliata di manzo con verdure miste, 1 bicchiere di vino bianco, 1 caffè dolcificato.