Marco Travaglio e il contraddittorio all’Italiana

Febbraio 19th, 2008

Guardate questo video se vi siete persi la puntata di AnnoZero

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Manuel Uribe, l’uomo più grasso del mondo perde peso

Febbraio 13th, 2008

Perde peso il più grasso al mondo

Solo 340 kg per il messicano Uribe

Manuel Uribe, considerato nel 2007 dal libro del Guinness dei primati come l’uomo più grasso del mondo, ha annunciato di aver perso 230 kg, dai 570 iniziali, grazie a una dieta iniziata nel 2006 e a piccoli esercizi fisici. Ma il messicano non vuole fermarsi qui: si è ripromesso, infatti, di ritrovare in quattro anni il suo peso forma di 120 kg.

Una alimentazione strettamente controllata ed esercizi fisici realizzati sul suo letto nella casa di Monterrey in Messico, dove è costretto a rimanere senza riuscire a muoversi, gli hanno permesso di raggiungere il peso di 340 kg.

Uribe, 41 anni e di struttura fisica abbastanza corpulenta (è alto 1,94 cm), soffre di “obesità morbida” dal 1992. Fino a 22 anni (all’epoca pesava 130 kg) viveva normalmente e lavorava negli Stati Uniti. “Poi, ho iniziato a prendere peso senza più fermarmi e sono diventato obeso rapidamente”, raccontò l’anno scorso durante una intervista televisiva. I messicani, d cui quasi la metà sono in forte sovrappeso, si trovano ormai al secondo posto, dietro gli Stati Uniti, in termini di numero di obesi.

Io sono leggenda

Febbraio 13th, 2008

Ovvero la parodia Napoletana dell’ultimo capolavoro del cinema Americano

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V-Day : il pensiero di Antonio Di Pietro

Febbraio 8th, 2008

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I ladri di crostoli : la pasticceria disonesta

Febbraio 8th, 2008

Il fatto che io sia a dieta non impedisce di certo a mia moglie di avere voglia di mangiare dei dolci, sono arrivato al punto che riesco a farne tranquillamente a meno anche se li ho davanti agli occhi 24h su 24.

Quindi qualche giorno fa essendo gli ultimi giorni di Carnevale come abitudine Olga mi ha chiesto se le compravo dei crostoli. Così mi reco in una pasticceria, una delle più rinomate e chiedo 400 gr. di crostoli al prezzo di 2,50 euro all’etto.

Pago, prendo il mio pacchettino e torno a casa, ma mentre porto su il pacchettino mi rendo conto che qualcosina non va, non mi sembravano per niente 400 gr.

Così decido di fare una prova che ho documentato con delle fotografie scattate dal mio cellualre, ho pesato il pacchetto sulla bilancia digitale che utilizzo per pesare i cibi per il mio percorso alimentare, eccole.

Naturalmente ho censurato il nome della pasticceria, prima foto, pesata del pacchetto con tanto di carta, peso totale 433 grammi.

Foto dei crostoli impacchettati

Seconda foto, senza carta, il peso scende a 408 grammi, quindi la carta incide per un totale di 25 grammi sul totale.

Foto del pacchetto senza carta

Terza foto

Foto del solo cartone

E qui viene il bello, il peso del solo cartone (la tara) è di circa 96 grammi, quindi invece dei 400 grammi di crostoli che avevo chiesto e pagato alla fine me ne hanno dati soltanto 312 grammi, e i restanti 88 ? Ho pagato anche il cartone 2,5 euro all’etto.

Facendo 2 conticini, 312 gr. di crostoli mi sono costati 10 euro, quindi non più 2,5 euro all’etto ma la bellezza di 3,20 euro all’etto in più mi sono ritrovato a pagare un cartone quasi a peso d’oro.

Io spero e mi auguro che si sia trattato semplicemente di errore, la mia voglia era quella di tornare e di dirgli tutto però alla fine mia moglie mi ha convinto che non sarebbe servito a niente, quella pasticceria non ci vedrà mai più, considerando anche il fatto che i crostoli pagati uno sproposito erano di qualità scadente e per altro anche fritti, pieni di zucchero a velo che serviva probabilmente per mascherarne il sapore.

Il giorno dopo siamo entrati in un altra pasticceria ed abbiamo chiesto anche lì il prezzo dei crostoli, solo 1,5 euro all’etto, ma gli ingredienti non sono gli stessi ? Come mai questa differenza di prezzo così abissale ?

La risposta è che forse i commercianti hanno perso il lume della ragione, aumenti spropositati prima o poi porteranno alla fine del commercio sotto casa e sempre più il consumatore a rivolgersi alle grandi catene di distribuzione.

Quando mi succedono queste cose rimango malissimo, ma come può la gente essere così ? Come si può “fregare” un cliente in questo modo ?

Trasferimento su un nuovo server

Febbraio 7th, 2008

Da qualche giorno il blog è su un nuovo server, adesso riprenderanno con più puntualità gli aggiornamenti.

2006-2007 : il cambiamento

Gennaio 17th, 2008

Quando si intraprende un percorso alimentare si sa dove si vuole arrivare ma a volte nel mezzo o forse alla fine del viaggio non ci ricorda, oppure non ci si vuole ricordare da dove si è partiti.

Forse per la paura di ricadere di nuovo nel baratro, forse perchè vogliamo goderci a pieno la “nuova” vita che abbiamo innanzi dopo tantissimi sacrifici e dopo essere finalmente riusciti ad ad educarci dal punto di vista alimentare.

Nella prima foto, scattata il 18 giugno del 2006 (giorno del mio 39° compleanno) sono a Napoli alla comunione della nipotina Federica, il peso era di circa 140 kg., da qualche giorno avevo aperto questo blog ed ero alla disperata ricerca di aiuto.

Nella seconda foto, scattata il 01 dicembre 2007 (giorno del matrimonio di mio cugino Toni) sono a Napoli, nello studio del Dott. Andrea Tondini ed avevo appena effettuato l’ultimo controllo del peso a 93.5 kg, sono passati circa 18 mesi dall’apertura del blog ed al mio fianco c’è la persona che ha risposto alla mia richiesta di aiuto e che ha saputo insegnarmi una nuova mentalità alimentare, solo con la dieta, senza ricorrere a pasticche “strane” o alla chirurgia bariatrica.

A volte due foto dicono più di 1000 parole.

18 giugno 2006

01 dicembre 2007

Vincenzo Salemme : E femmene

Gennaio 12th, 2008

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LOST : il 31 Gennaio in America parte la 4a stagione

Gennaio 2nd, 2008

Il 31 Gennaio 2008 in America sulla rete televisiva Abc parte la quarta stagione di Lost, la serie Tv che narra l’avventura di un gruppo di sopravvissuti ad un incidente aereo che si trovano su di un isola sperduta.

Ecco uno dei trailer della quarta stagione, sconsiglio la visione a chi sta seguendo la serie sulla RAI in quanto sono contenuti degli spoiler.

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A me questa serie Tv mi ha particolarmente appassionato per la sua storia e per la complessità della trama e dei piccoli particolari che mano a mano vengono rivelati al pubblico.

Purtroppo a causa dello sciopero degli sceneggiatori la quarta stagione sarà composta da soli 8 episodi, in più pensano di completarla con un non episodio riassuntivo.

Il messaggio di fine anno del Presidente Napolitano

Dicembre 31st, 2007

A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in patria e all’estero, sento di dovere una risposta, insieme con il più sincero, cordiale augurio. Una risposta alla domanda che più ci inquieta : come dobbiamo guardare all’anno che sta per iniziare, con quali preoccupazioni e con quali motivi di speranza e di fiducia? E’ una domanda non facile, alla quale vorrei provarmi a rispondere partendo da quel che dell’Italia ho visto e ho potuto intendere lungo tutto il 2007, attraverso un gran numero di visite e di incontri. Ho visto, dal Sud al Nord – la mia più recente, intensa tappa è stata Milano – aspetti eloquenti dell’Italia che vuole crescere, divenire più moderna e più giusta, e che sa come per non perdere terreno in Europa e nel mondo debba vincere competizioni e sfide difficili. Ho colto – nelle situazioni più diverse, anche se non dovunque nella stessa misura – segni concreti di dinamismo e di capacità innovativa, prendendo visione di realizzazioni e progetti audaci. Mi si è presentata in questa luce la realtà dell’economia, delle imprese e del lavoro produttivo ; e la realtà di istituzioni indubbiamente vitali. Ho visitato, in particolare, Istituti di ricerca e di alta formazione che possono ben vantare il titolo di centri di eccellenza. Questi sono fatti, e sono motivi di fiducia nell’avvenire dell’Italia : il problema sta nel come valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo, nel come trasmettere questi impulsi all’intero sistema Italia, puntando sull’innovazione e sul merito, privilegiando fortemente l’istruzione, così da giungere via via a un più alto tasso di crescita, a una crescita più sostenuta e generale, in cui sia pienamente coinvolto il Mezzogiorno. Se questo è il problema, con esso deve misurarsi la politica – governo e istituzioni rappresentative ad ogni livello – ma debbono misurarsi nello stesso tempo tutte le forze sociali e culturali. Non c’è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da proporre, decidere, operare. E c’è da proporre soluzioni innanzitutto di fronte all’allarme per l’aumento del costo della vita, che la parte più povera e disagiata della popolazione può sempre meno reggere e un’altra parte delle famiglie, che conta solo su retribuzioni e redditi insufficienti, regge a costo di seri sacrifici, mai abbastanza riconosciuti. Il malessere sociale è qui, ed è nell’incertezza del lavoro, in special modo nella difficoltà, ancora per troppi giovani nel Sud, a trovare lavoro, nonostante la netta diminuzione del tasso nazionale di disoccupazione. Il malessere è nella insufficiente tutela del lavoro, della vita sul lavoro. Questo è stato e rimane un mio assillo. Mi hanno commosso e scosso le parole di un giovane compagno di lavoro del ventiseienne Rosario, uno degli operai travolti nell’orribile rogo di Torino : “Noi ragazzi che siamo cresciuti insieme a lui da quando avevamo 14 o 15 anni, se lui lotta per la vita dobbiamo lottare con lui fino alla fine”. Gli sono rimasti accanto, poi purtroppo la fine è giunta. E ieri è giunta anche per Giuseppe, altro ventiseienne, ultima delle vittime di una vera e propria inaudita strage. Abbraccio con affetto i loro familiari e la città. Molti e diversi sono comunque i fatti che smentiscono le rappresentazioni di un’Italia in declino. Un autorevole osservatore straniero – e ce ne sono di attenti e non malevoli – ha di recente indicato un punto di forza del nostro paese – in particolare, la chiave del forte successo, in questo periodo, delle nostre esportazioni – nella cultura della creatività, che deve far considerare grande il potenziale delle nostre imprese e del nostro lavoro. E in questo nuovo esprimersi della creatività italiana, rivive la forza di una tradizione, di un patrimonio e di una sensibilità cui dobbiamo dedicare ben maggiore attenzione. Dovunque mi sia recato in visita quest’anno in Europa e fuori d’Europa ho constatato quanto grande sia la forza d’attrazione del nostro patrimonio storico-artistico e culturale, antico e moderno. Un patrimonio che parte da lontano, come ci dice in questo momento la straordinaria mostra delle opere illegalmente sottratte e ora recuperate all’Italia, grazie a un esemplare sforzo congiunto delle istituzioni e dei corpi dello Stato. E’ una mostra ospitata al Quirinale. Perché questo Palazzo, senza eguali al mondo, è – permettetemi di sottolinearlo – tra i luoghi più rappresentativi della storia e della creatività italiana, ed è aperto a tutti gli italiani, che in diverse centinaia di migliaia l’hanno visitato nel corso del 2007. Qui abbiamo accolto anche tante rappresentanze dell’Italia più operosa e generosa. E dell’Italia che soffre, che lotta contro le sofferenze e sostiene l’impegno a combatterle. Mi ha molto colpito l’incontro che abbiamo avuto in Quirinale in occasione della Giornata dedicata alle persone con disabilità : abbiamo visto queste persone non rassegnate, impegnate a esprimere una speranza attiva realizzando al meglio se stesse grazie a una splendida rete di solidarietà. E ciò ci dice che grande è anche il potenziale umano e morale di cui l’Italia dispone. Vi sto parlando poco di quel che accade nella sfera della politica e delle istituzioni. Ma non certo perché non sia importante : piuttosto perché vorrei richiamare l’attenzione su quel che di più ampio vive e conta nel paese, sulle realtà e sulle responsabilità che non possono ridursi alla sfera della politica. Siamo poi in un momento in cui molto si discute sul bilancio di attività del governo e sulle critiche e richieste dell’opposizione : se ne discute in libertà e con asprezza, e non possono esserci interferenze da parte mia, in nessun senso. Posso solo dire che per consolidare e generalizzare tutti i fenomeni e fermenti positivi che ho richiamato, per mettere a frutto le potenzialità su cui l’Italia può contare, è comunque indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva legittimazione reciproca. Mi sono speso a tal fine sin dall’inizio del mio mandato, e insisterò nelle mie sollecitazioni e nei miei appelli : ora che uno spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente evitare che l’occasione vada perduta. Quali siano le condizioni, da un lato, per la continuità dell’azione di governo, e dall’altro, per un esito positivo del confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento. Torno ora su considerazioni che si rivolgono a voi tutti, a noi tutti come italiani. Possiamo avere più fiducia in noi stessi, ma dobbiamo essere più esigenti verso noi stessi. Ci preoccupano giustamente l’insicurezza e la criminalità ; ci preoccupano difficoltà e fenomeni legati a una immigrazione in rapida crescita. Non si possono tuttavia ignorare i risultati ottenuti colpendo i vertici delle organizzazioni mafiose, o conseguendo una diminuzione di varii tipi di reato : si tratta di risultati di cui va dato merito alla magistratura e alle forze dell’ordine, apprezzandone l’impegno sempre rischioso e garantendo loro mezzi adeguati. Ma quel che più conta, perché ciascuno possa fare la sua parte, è liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno decidere. La paura può far dimenticare i limiti e i diritti da rispettare nell’azione che va condotta a tutela della sicurezza dei cittadini ; la paura può far degenerare la fondata richiesta dell’osservanza della legge e delle regole da parte degli immigrati in minaccia inammissibile di violazione della libertà di culto per tutte le confessioni religiose e della dignità di quanti, provenienti da paesi lontani e vicini, operano nel nostro paese soddisfacendone esigenze e domande concrete. Paure irragionevoli e particolarismi, politici o localistici, emergono in troppi casi : impedendo, ad esempio, la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno per le condizioni e per l’immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità. Essere esigenti verso noi stessi significa impegnarci a dare prove effettive di senso civico, dalle più semplici alle più impegnative, come quelle offerte dal coraggioso esporsi degli imprenditori siciliani contro pizzo e mafia ; a dare prove di consapevolezza dell’interesse generale, contribuendo, ad esempio, alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela del territorio e del paesaggio, insidiati da nuove spinte speculative. L’interesse generale esige rispetto reciproco tra le istituzioni, ancora una volta, e più che mai, rispetto ed equilibrio tra politica e magistratura, fiducia in tutte le istituzioni di garanzia. L’interesse generale esige un pieno sostegno all’azione internazionale dell’Italia, al suo impegno, innanzitutto, nell’Unione europea per favorirne il rilancio e l’iniziativa comune sui temi cruciali della pace e della sicurezza internazionale. Qualche settimana fa, portando negli Stati Uniti la voce unitaria del nostro paese, la conferma di una collocazione internazionale dell’Italia largamente condivisa, ho potuto verificare come il nostro maggiore storico alleato apprezzi i contributi e gli sforzi dell’Italia e dell’Europa in un mondo drammaticamente percorso, ancora in questi giorni, dall’aggressività del terrorismo e da una molteplicità di mutamenti e sfide globali e di gravi tensioni. In questo momento, siamo perciò più che mai vicini e grati alle migliaia di nostri militari che affrontano l’estremo rischio quotidiano – rendo commosso omaggio a quanti hanno anche di recente sacrificato la vita in queste missioni – e insieme affrontano la fatica dell’impegno umanitario, in aree tra le più critiche di questo mondo. Lo fanno, lo facciamo nello spirito della Costituzione repubblicana. Ecco, vedete, ricorre da domani il sessantesimo anniversario della nostra Carta fondamentale : proprio nel proporci di rivederne alcune regole, relative all’ordinamento della Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in atto. Ciò vale per quell’indirizzo di tutela del lavoro che ho già evocato ; o per quell’indirizzo di pari opportunità, in primo luogo tra uomo e donna, che si è venuto solo parzialmente attuando ; o ancora per un indirizzo, quale è stato anni fa riformulato, di nuovo equilibrio tra le istituzioni centrali e quelle regionali e locali. Né meno attuale è l’indirizzo costituzionale di garanzia della libertà religiosa, di reciproca indipendenza e di collaborazione tra Stato e Chiesa, che richiede un misurato e schietto confronto tra l’Italia e la Santa Sede, com’è nei voti – ne sono certo – del Pontefice Benedetto XVI, cui rinnovo un sincero augurio. A voi che mi ascoltate, e a quanti sono in queste ore raccolti con le loro famiglie, auguro un anno sereno, per difficile che sia. E’ un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia nell’Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno.